Energia e cambiamenti climatici
La Terra si sta scaldando? Se sì, perché? Come si colloca il clima attuale nell’ambito di quello del passato? Cos’è e quanto vale la variabilità climatica? Come varierà il clima nel futuro? C’è da preoccuparsi?
Queste sono soltanto alcune delle domande che la gente si sta ponendo in maniera sempre più pressante negli ultimi anni, stimolata anche dal peso sempre maggiore che le vicende climatiche stanno guadagnando sui mass media.
Del resto, nel 2007 e 2008, il cambiamento climatico ha raggiunto il primo posto nell'agenda internazionale, grazie al fatto che i leader mondiali hanno discusso su questo problema nelle riunioni internazionali. L'ex vice-presidente Al Gore e il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) hanno condiviso il Nobel per la Pace 2007 grazie ai loro sforzi per avvertire il mondo in merito alla possibile minaccia dei cambiamenti climatici. In quel periodo, la copertura mediatica e le preoccupazioni del pubblico per il riscaldamento globale ha raggiunto massimi storici. Lo stesso presidente americano Obama si è sentito in dovere di inserire tale argomento in agenda tra i provvedimenti più urgenti da prendere durante il suo mandato, ed anche per questo motivo ha vinto le elezioni presidenziali degli Stati Uniti.
Purtroppo, nel periodo successivo la situazione è un po’ cambiata. Il meeting di Copenhagen, sul quale tanti nutrivano forse troppe speranze, non è riuscito a produrre un nuovo trattato vincolante a livello internazionale. Anche perché proprio gli USA hanno frenato moltissimo riguardo agli impegni da prendere al fine di ridurre le emissioni. La stessa scienza del clima ha subito diversi attacchi su più fronti: il climategate, le accuse al Direttore dell'IPCC, Rajendra Pachauri da parte del quotidiano britannico Daily Telegraph. Senza contare, poi, i numerosi articoli di giornale apparsi sul freddo intenso verificatosi nella metà orientale degli Stati Uniti ed in Europa centrale. Naturalmente, come spesso accade, la gente ha letto principalmente i titoloni sulle prime pagine, quando i bubboni dello scandalo sono scoppiati, e poi non è invece stata informata dei risultati dei lavori delle varie commissioni d’inchiesta, le cui conclusioni hanno smentito l’esistenza di ogni complotto (ma, si sa, queste notizie sono meno appetibili degli scandali).
Il risultato è che le persone sono rimaste confuse dalle notizie, spesso contraddittorie, apparse sui mass media, convincendosi che, in realtà , forse non è vero che il clima stia cambiando come molti paventano. Del resto, non è facile: i climatologi dissertano di valori inferiori al grado (variazione media globale), che è una grandezza difficilmente percepita dall’essere umano, più suscettibile alle variazioni clamorose di decine di gradi collegate agli eventi meteorologici, i quali, però, col clima hanno poco a che fare.
Senza contare, poi, che il cambiamento climatico è soltanto una delle molte sfide che l'umanità sta fronteggiando oggi. In aggiunta, ci sono altre forme di inquinamento, erosione del suolo, esaurimento delle risorse naturali, minerali, fra le quali il petrolio e altri. Ognuna di esse è spesso isolata e amplificata come se fosse il problema più importante, scartando tutti gli altri, mentre l’obbiettivo su cui l’umanità dovrebbe focalizzare i propri sforzi è di perseguire uno schema sostenibile di crescita e sviluppo, che vada incontro alle necessità della generazione corrente senza mettere a repentaglio la possibilità delle generazioni future di soddisfare le loro necessità . Secondo questa visione, pertanto, il cambiamento climatico sarebbe soltanto un tassello di un problema molto più importante e generale che ha a che fare con l'esaurimento e la degradazione delle risorse naturali della Terra e dei suoi fragili ecosistemi, e che potrebbe esasperarne le conseguenze.
Questo è il motivo per il quale si è scelto di inserire l’argomento clima e cambiamenti climatici, quest’anno. Ovvero, cercare di fare un po’ di chiarezza sulla questione dei cambiamenti climatici, cercando di dare risposte, di stile divulgativo ma scientificamente rigorose, aggiornate sullo stato dell’arte della ricerca contemporanea sul clima.
Prof. Claudio Cassardo
Università degli Studi di Torino




